Oggi vi racconto una cosa… Avevo poco più di 7 anni quando la maestra ci diede per casa la realizzazione di un tema. Dovevamo scrivere qualcosa che ci aveva colpito durante la pausa estiva.

Avevamo tre giorni per realizzarlo e la mia indole sabotativa (già bella attiva) mi aveva fatto nascondere all’ultimo banco. Avevo voti alti, ma ero l’eterna indecisa, quella del ‘va bene tutto’, quella tipica ‘secchiona’ che nel tempo libero raccoglieva fiori e tentava di farne profumi. Insomma una che adesso sarebbe stata bullizzata senza sé e senza ma… (Imparai a tirar fuori il carattere nel tempo)

Avevo scritto delle mie passeggiate all’aria aperta, della panchina sotto l’albero di ciliegio, delle volte in cui mi ero persa a fissare i fiori ed ebbi il mio primo riconoscimento per la scrittura. Ricordo ancora la soddisfazione negli occhi dell’insegnante ed in quelli dei miei genitori.

Poi l’amore per la scrittura continuò nelle lettere, nei mille diari mantenuti con i miei amici, negli scambi di penna, in frasi scritte e lasciate su pezzi di carta… poi, lentamente decisi che scrivere non faceva per me.

Avevo paura, ero convinta che non ero poi così brava, che forse la scrittura era solo una parentesi di vita iniziata e terminata.

Eppure tutti i miei lavori mi portavano a scrivere finché due anni fa ripresi il progetto…

Scrivevo e gettavo, scrivevo, correggevo e nascondevo, convinta che nessuno avrebbe mai letto gli scritti di un’inguaribile romantica. Finché la mia crescita personale, la consapevolezza delle mie passioni, il cambiamento e la formazione non hanno sbloccato un tassello.

L’immagine chiara di una ragazza, del suo mondo, delle vicende si fece chiaro nella mia testa, più scrivevo più prendeva forma, più la disegnavo più tutto aveva un senso.

E così, sorridendo, scrivendo di notte, all’alba, facendo ricerche e passi in avanti, il 2019 è stato l’anno della nascita del mio primo romanzo… Iniziato e terminato, scritto nel cuore della notte e portato nel mio cuore fin dall’età di 7 anni.