Tu ed io, oltre le apparenze

Credete all’amicizia tra uomo e donna? Quel rapporto che lega due persone di sesso opposto senza malizia o secondi fini? Beh io si perché ho avuto l’onore di poter incontrare nella mia vita un amico.

Oggi lo conoscete tutti, oggi lui è Redez di ‘Quei due sul Server’, lui è uno youtuber di fama nazionale, uno scrittore, un fumettista, il creatore di Docety, la piattaforma di formazione online più innovativa del mercato… ma per me resta Nicola.

Ci siamo conosciuti moltissimi anni fa, io ero intenta con gli studi liceali, lui aveva già la mente di quello che nella vita avrebbe fatto qualcosa di eccezionale. E così tra un caffè a casa, le solite chiacchiere e qualche canzone (ho ancora tutti i cd che gli rubavo dall’auto) siamo diventati amici.

Entravo a casa sua e mi sentivo a mio agio, scherzavo con la sorella, lo prendevo in giro con la mamma e mentre lui creava il primo blog online dalla sua postazione super tecnologica, io lo osservavo incantata. Lo so, qui lui vorrà aggiungere che mi mangiavo metà pacco di Pan di Stelle e borbottavo ogni volta che lui provava ad insegnarmi qualcosa, ma in realtà lo ascoltavo.

Ascoltavo i suoi silenzi, sapevo quando stava pensando a qualcosa di geniale, quanto era difficile essere lui e vivere in un paese di provincia (ed avere un’amica negata come me), creare, studiare, cercare di avere una vita sociale e tornare, durante la notte, davanti al suo pc.

Quando nacque Pausaxenne (io ci ho messo 2 giorni, ma si pronuncia Pausa perenne) io ero con lui, seduta sul solito divano con gli occhi pieni di orgoglio per questo amico che con le sue forze andava avanti.

Conservo gelosamente la lettera che mi mandò da Milano dove mi raccontava aneddoti inventati di una malavita inesistente. E poteva farlo con facilità tanto io credevo ad ogni cosa lui mi dicesse. E sapete perché? Perché Nicola era il mio amico. E lo è ancora.

Ricordo perfettamente le sere, quelle dure di un febbraio freddo, quando pur avendo mille cose da fare veniva da me, veniva a vedere se avevo bisogno di qualcosa, se stavo bene … le notti in discoteca, le vacanze al mare, la sera del mio diploma, i nostri rispettivi amori che vedevano con occhio inquisitore questa amicizia.

Oggi, con la maturità di una 35enne, capisco che forse il nostro rapporto poteva destare dubbi, ma come ieri io e Nicola siamo amici. Le nostre telefonate sono più brevi, ma gli sms restano quelli di due adolescenti che scherzano, che si scambiano informazioni, che parlano di lavoro come solo due amici possono fare.

Quando i giornali parlano di lui, ripenso a quanta strada ha fatta e non posso che essere orgogliosa.

Per questo, alcuni giorni fa l’ho chiamato e gli ho detto: “Nico, mi fai la prefazione del libro?”.

Tutto quello che è avvenuto dopo lo leggerete, ovviamente dalla mente di un creativo che si scontra con la sua migliore amica è venuto fuori qualcosa di assurdo, qualcosa che parla di me e del mio amico Nicola Palmieri.

Perché l’amicizia tra uomo e donna esiste …

Una lettera di ricordi