L’abito non fa il monaco

In una società dove l’apparire è più importante che essere, io, come al solito, vado controcorrente. Lo faccio da una vita ma oggi, ciò che mi spinge è forse anche personale.

Nel mio percorso di crescita, come base fondamentale, c’era l’occuparmi di me stessa, riprendere in mano il mio benessere. Così ho iniziato con la cura della pelle, poi del mio viso, e così sono passata a capelli, unghie ed alla fine quando il percorso sembrava giunto quasi al suo culmine ho rivoluzionato il mio corpo. Dieta, attività fisica e tanta motivazione hanno completato il tutto.

Ora allo specchio vedo ciò che volevo vedere, il mio obiettivo è stato raggiunto. Ma prima di tutto, prima di ogni cambiamento fisico sono partita da me stessa, dalla mia formazione, dalla mia crescita, da me stessa.

Seni rifatti, visi che sembrano di porcellana, addominali scolpiti e vite intere fatte di sudore in palestra e passerelle nella vita reale. Uno scenario desolante. Perché tutto si basa sul visino che viene visto.

E nulla conta se dietro ad un volto non proprio perfetto si nasconde un genio, un animo dolce e sensibile, un’artista o chissà quale bella sorpresa… devi essere perfettamente bello per essere preso almeno in considerazione.

Ed oggi, in un momento di osservazione mi sono guardata intorno con più attenzione (anche perché tempo ne abbiamo) e mi sono accorta che siamo più bravi a dare giudizi su aspetti fisici che ad andare oltre le apparenze.

Così in automatico si cade nei pregiudizi che se sei bello sei cerebralmente limitato e se sei brutto sei nipote prossimo di Einstein. E se non fosse sempre così? Magari dietro ad un bel viso c’è chi ha studiato, ha passato ore in biblioteche ed altre in palestra? E se dietro ad un volto con occhiali spessi come fondi di bottiglie c’è chi ha una fobia per i luoghi affollati e pieni di germi ed ha preferito sentirsi al sicuro dietro ad uno schermo fatto di parole? Chi siamo noi per puntare il dito e giudicare?

E per le bionde ne parliamo? In automatico se sei bionda sei scema…. Beh io sono bionda e non mi sento proprio limitata. Certo non un genio indiscusso, ma non credo che sia un semplice colore di capelli a fare la differenza.

Quindi, oggi più che mai, sono certa di affermare che l’abito non fa il monaco, non lo farà mai. Perché un giorno, inesorabilmente, il tempo ci segnerà tutti. Potremmo ricorrere a tutta la chirurgia del mondo, alla palestra ed a mille rimedi, ma le rughe dopo un po’ avranno la meglio sui nostri visi. E resterà il nostro essere, il nostro cervello, la nostra anima. Quindi curiamoci, prendiamoci cura di noi, amiamoci per quello che siamo, ma se diamo un giusto tempio alla nostra anima, ricordiamoci di dare un giusto guidatore al tempio.

E quando ci troviamo di fronte a qualcuno diverso da noi, forse più bello, forse meno bello, prima di gettare il nostro inesorabile giudizio critico e cinico impariamo a contare fino a 10, a dargli sempre una secondo buona impressione prima di inserirlo nei cataloghi dei giusti e cattivi, magari, le nostre previsioni, i nostri pronostici sono totalmente sbagliati e quel viso differente potrebbe lasciarci senza parole tanto da osservarlo sorridendo per la piacevole sorpresa.

Ed io nonostante tutto continuo ad essere bionda…