Meditate gente, meditate

Del mio percorso personale ve ne ho parlato molte volte. Ciò che più mi preme è parlarvi, oggi della meditazione. Non userò mezze parole o discorsi difficili, ma vi parlerò di ciò che ha fatto per me la meditazione con episodi di vita reale.

Chi mi conosce bene, potrà raccontarvi cosa significava svegliarsi al mio fianco. Fiona (la moglie Orca di Shrek) era più dolce. Ricordo nitidamente una vacanza a Riccione con la mia amica di sempre. Arrivammo entusiaste dell’Hotel, della nostra stanza fantastica, della vista piscina e della libertà che solo due 20enni possono avere.

Inutile dire che la sera ero la persona più affabile e simpatica del mondo. Avrei potuto resistere fino all’alba con la giusta musica ed un po’ di compagnia. Rientrammo in stanza a mezzanotte e dopo le chiacchiere notturne il sonno prese il sopravvento. Ricordo la faccia terrorizzata di Valentina quando mi ha svegliata la mattina. Il mio malumore era percepibile nell’aria a chilometri di distanza. Non preferivo parola finché non avevo preso almeno tre caffè e pretendevo il più assoluto silenzio. Il contrario avrebbe fatto degenerare la mia giornata e, la mia lingua biforcuta, avrebbe compromesso le giornate degli altri.

Così lei senza dire una parola mi accompagnò nella sala delle colazioni, parlò con i camerieri pregandoli di non parlarmi finché non sarei stata io a salutarli e che era urgente avere tre caffè uno dietro all’altro. Ricordo perfettamente il sorriso di quel ragazzo che stava lì per lavorare e ricordo ancor meglio il mio sguardo assassino ricambiato.

Oggi ci sorrido, ricordo questi momenti con ironia, ma so perfettamente che condizionavo la vita di troppe persone, che ho rovinato giornate, che mi sono preclusa la possibilità di essere felice per un modo assurdo di aprire gli occhi. L’ho capito a 34 anni e non so se sia il tempo giusto o sbagliato, credo solo che tutto accade al momento esatto in cui deve accadere.

Partendo dal presupposto che indietro non posso tornare, ho deciso di condividere con voi questo cambiamento. Certo è la punta dell’iceberg, ma mi ha permesso di svegliarmi tutte le mattine sorridendo al mondo.

Mi sveglio sempre intorno alle 07, mi stiracchio e guardo immediatamente fuori dalla finestra per qualche minuto. Osservo il cielo, lascio andare le preoccupazioni del giorno accogliendo ogni mattina ciò che verrà. Se il cielo è sereno o coperto da nubi poca importa, l’importante è avere avuto l’opportunità di poter vivere un giorno ancora. Chiudo gli occhi, respiro, medito qualche minuto e ricordo qualcosa di divertente, penso a qualcuno che mi ha fatto sorridere o semplicemente che porto nel cuore e, niente, sorrido.

Da un anno, ogni mattina mi sveglio con lo stesso sorriso rivolto alla vita, felice di aver avuto l’occasione di poter creare la mia giornata, di poterla plasmare esattamente come voglio ed ho deciso di essere felice.

Questo è uno dei pregi della meditazione… ma non finisce qui. Con esempi reali vi racconterò ancora molto.

Se volete vi lascio un link con la musica che ascolto di solito quando medito, potrebbe piacervi

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La meditazione e il mare