Rimani sempre te stesso

Emula, osserva, studia ed evolviti, ma non essere mai ciò che non sei. In una società come la nostra, fatta di stereotipi o falsi miti da seguire, spesso ci troviamo a dover scegliere tra chi siamo e chi vorremmo essere. E così costringiamo noi stessi ad indossare maschere diverse dalla realtà, ci puniamo per raggiungere obiettivi, tingiamo i capelli, ci convinciamo di essere diversi, ci etichettiamo agli altri ed alla fine copiamo qualcun altro così bene da perdere il nostro essere.

Sai perché posso dirlo con estrema certezza? Perché sono stata un’abile copiatrice

Ero adolescente, mi stavo affacciando alla vita come avevo sempre fatto: essendo esattamente me stessa. Frequentavo il liceo e nonostante i vostri dubbi ero terribilmente timida e riservata. Fino a quel momento. C’erano ragazze terribilmente perfette, che smebravano uscite da qualche rivista di moda dell’epoca o semplicemente sa Cioè (era il top ai miei tempi). Strati di trucco perfettamente spalmato già alle 07 di mattina, vestiti costosi ed abbinati che nemmeno Enzo Miccio avrebbe potuto fare meglio, quella sicurezza che le faceva sentire le padrone del mondo. Tutto perfetto, peccato per lo scarso rendimento scolastico e gli argomenti minimi che si potevano affrontare con le Barbie locali.

E poi c’ero io. Sempre stata alta, bionda e con occhi azzurri (e ringraziamo mamma e papà), ma timida, chiusa, riservata. Il trucco non era nelle mie priorità soprattutto alle 07 di mattina dove già scendere dal letto senza tentare qualche omicidio era tanto, i vestiti poi erano un optional non sempre gradito. Dovevo stare seduta per circa 6 ore, più due di autobus per andare e tornare e tacchi e jeans stretti davvero mi sembrano troppo. Così le tute larghe ed informi erano il mio pane quotidiano. Ora provate a immaginarvi quelle strafighe e mettere me a confronto.

Il caos

Cercai di copiare tutto ciò che facevano, costrinsi me stessa ad essere ciò che non ero, mi torturai in jeans e vestiti assurdi, cambiai il modo di parlare, presi decisioni talmente stupide che oggi al solo pensiero mi fracasserei i denti, ma volevo davvero essere come loro. Poi con i capelli arancioni mi fermai a guardarmi alla specchio e quella ragazza vuota mi fece paura.

Impiegai un’estate intera nel cercare di capire chi ero realmente perché avevo nascosto e soppresso così bene me stessa che non sapevo più chi fossi. Un’estate in quasi solitudine, poca vita mondana, amici di sempre, molto tempo con la famiglia e tanta natura mi fecero capire che per stare bene io dovevo essere me stessa, dovevo accettarmi per quella che ero, per come ero. Sbagliata o meno, giusta o cattiva io ero così.

Indossai la mia giacca di pelle, tagliai i capelli e presi consapevolezza di me. Il resto è un’altra storia, ma di sicuro non ho mai più cercato di essere ciò che non ero.

Guardatevi intorno, certo, emulate se vi piace, ma non copiate, non perdete ciò che siete perché il vostro essere è ciò che vi rende unici, ciò che vi rende semplicemente fantastici.

Copiare, cercare di fingere vi porterà ad annientarvi e continuare a cercare figure da rappresentare. E quando la confusione sarà parte di voi? Quando non riuscirete più a trovare nessuno da copiare? Quando vi si chiederà di essere voi stessi? Lì perderete tutto, anche voi stessi.

Siate sempre voi, ed in mezzo alla folla tutta uguale, voi risplenderete come stelle rare. Un dono senza fine.

E poco importa se il vostro colore dei capelli non è quello che la moda detta, se l’erba del vicino è sempre più verde, ma da casa vostra il panorama sarà uno spettacolo.

me stessa, sempre