Come la prima volta

E’ strano come i ricordi riescono a portarti in luoghi distanti in pochi secondi.

Ieri, durante la meditazione, mi sono tornate in mente alcune immagini che mi hanno fatto sorridere. La cosa particolare è che non ricordavo i volti delle persone, non ricordavo bene cosa indossavano o cosa avevo intorno, ma ricordavo solo ciò che era accaduto.

La cosa mi ha fatto pensare… come avevo fatto a dimenticare i volti eppure ricordavo perfettamente con chi ero, cosa avevo fatto e quando. Poi ci sono arrivata.

Ero così interessata a ciò che volevo fare da non aver vissuto realmente quel momento, non avevo dato la giusta importanza a chi era con me.

Ma questo è un errore che faccio tutt’ora. Fateci caso…

Viviamo così di corsa nella fretta di voler fare, di voler raggiungere i nostri obiettivi da farci passare le cose e le persone come semplici comparse della nostra vita senza dare, invece, ad ognuna il loro peso.

Vi racconto…

Avevo poco più di 20 anni, lavoravo nel giornale locale con una mia amica e ne avevamo già combinate a sufficienza. Eravamo quelle che scavalcano recinzioni nel cuore della notte per fare foto in scavi strani (abbiamo fatto anche riaprire un tunnel storico), che facevano tardi in strada ma portavano a casa il risultato. Ed era dicembre, capodanno era alle porte.

Ovviamente lo stipendio era già finito, ma avevamo deciso di passare l’ultimo dell’anno a Roma. Avevamo pianificato tutto: dove dormire, cosa mangiare, il budget e come arrivarci… Gasate, senza dire nulla a nessuno siamo partite con 4 spicci in tasca, sigarette come se non ci fosse un domani e tanta buona musica. Peccato che la mia auto decise di cacciare fumo nel bel mezzo dell’autostrada. Tra fermate di emergenza, acqua buttata qui e la, risate ed incoscienza arrivammo a Roma dopo 7 ore di viaggio. Se andavamo a piedi forse facevamo prima. Ma non importava, eravamo a destinazione.

Il b&b ci aspettava così come il capodanno in piazza. Ma forse era il caso di guardare le recensioni del posto prima di prenotare e pagare. Nel giro di pochi minuti scappammo da quel luogo della stazione Termini … ancora ricordo l’odore che ne veniva fuori, le brandine una sull’altra ed il bagno in fondo al corridoio (se per bagno si intende una bacinella in una stanza).

Oggi lo ricordo sorridendo, ma se ci ripenso abbiamo davvero un tantino esagerato con l’avventura. Il 31 dicembre eravamo a Roma, senza un posto dove dormire, con un auto rotta e senza soldi nelle tasche. Eppure l’unica cosa che ci passava per la testa era ridere di quella situazione assurda.

Qualche telefonata dopo la situazione era totalmente cambiata, eppure io non ricordo nulla di quella serata se non l’avventura che mi ha portato lì. Ricordo la mia amica, le canzoni, il tragitto, ma non ricordo come era vestita, non ricordo cosa avesse provato realmente lei, non ricordo nulla se non ciò che vivevo io.

Ricordo la casa ed il suo panorama a fine serata, ma non ricordo realmente chi ci fosse, cosa ho fatto e come è andata … e del viaggio di ritorno? Solo il pc acceso mentre lavoravamo per strada, guidando ed il casellante che ci fece il piacere di scontarci il prezzo del pedaggio (ancora mi chiedo quale santo ringraziare). Due giorni ed io ricordo solo ciò che era importante per me.

Indietro non si può tornare certo, ma le prossime volte cercherò di vivere tutto come se fosse la prima volta, come se quell’istante fosse fondamentale, ma visto dagli occhi di chi con me ha deciso di condividere un pezzo della sua vita.

Io e la mia amica (Tea) ancora ridiamo per tutto quello che abbiamo vissuto, ma alla prossima uscita di testa, questa volta, terrò a mente tutto ciò che lei sta vivendo per ricordarlo un domani nella sua totale bellezza.

E farò così con ogni nuovo incontro, ogni nuovo abbraccio, ogni nuovo bacio … come se fosse sempre la prima volta

La foto di quella sera