Pandemia e verità

Forse torneremo alla normalità, forse fra qualche giorno, forse fra qualche settimana, ma credo davvero che quella che era la nostra normalità oggi è vista in maniera differente. O almeno così la vedo io.

Era il 2 marzo e correvo tra il lavoro d’ufficio, la palestra, i social e la pubblicazione sempre più vicina del mio libro. Avevo una valigia pronta per fare un viaggio, avevo sempre il fiato corto correndo da un lato all’altro, cercando di trovare tempo per tutto e soprattutto per tutti. Dispensavo sorrisi, abbracci e crollavo distrutta in sonno sempre troppo breve.

Poi tutto ha iniziato a rallentare, siamo rimasti chiusi in casa e le giornate sembravano lunghissime. L’equilibrio, lentamente ha trovato il suo posto scandendo queste giornate.

Oggi gli occhi mi si aprono alle 06 tutte le mattine, fisso il soffitto pensando a cose da fare e persone che vorrei vedere, passeggio, lavoro, telefono, mi alleno, scrivo… e rewind tutti i giorni. Eppure tutto quello che era ‘scontato’ oggi mi sembra indispensabile.

Così impegnata che il semplice ‘buongiorno’ detto con un messaggio a chi porto nel cuore era da ‘copia ed incolla’, così distratta da rispondere al telefono mentre davanti al pc programmavo il lavoro senza ascoltare chi era dall’altra parte.

Oggi quando mi sveglio penso… penso realmente ai miei amici, chiudo gli occhi e li immagino, cerco di ricordare i loro volti, penso a chi vorrei rivedere davanti ad un tavolino per scherzare ancora una volta sulle pasticciate combinate, penso a chi è entrato a far parte della mia vita regalandomi sorrisi e penso a chi vorrei incontrare.

Quegli abbracci mai dati, quei baci schivati per quella strana concezione del ‘non entrare nel mio rettangolo vitale’ che mi teneva a distanza anche da chi avrei voluto stringere a me. Oggi? Beh quel rettangolo l’ho preso e l’ho buttato perché ho capito che il mio spazio vitale è fatto di abbracci e baci che non smetterò più di dare.

Ieri programmavo partenze che poi rimandavo per impegni e dedizione, studiavo nei minimi dettagli a che ora partire, quanto tempo impiegare, dove dormire con tanto di selezione perfetta dell’albergo che mi possa sembrare almeno familiare chiedendo ad amiche di fare il viaggio con me per paura di dormire sola (quella maledetta notte a Bologna con lo zoppo), oggi se voglio partire lo farò, senza più fare mille pensieri, senza chiedere compagnia per le paure, ma per il piacere di condividere un viaggio.

Ed ho capito che la vita è fatta di attimi, di momenti, resi perfetti da chi questo viaggio ha deciso di farlo con noi.

Tenetevi stretti i vostri principi, ma lasciate libero il vostro sguardo, dategli la possibilità di poter andare oltre, di poter cercare, ovunque, ciò che davvero vi piace.

E la mattina, il buongiorno, lo do io, sono io che cerco chi voglio con me, sono io che cerco attenzioni, che sorrido guardando negli occhi chi ho davanti.

Ed ho capito che, chi ha stretto ed ha cercato la mia mano per fare questo viaggio strano insieme, sarà la stessa mano che cercherò io per sempre.