la sedia vuota

E’ strano come tutto possa cambiare in maniera definitiva.

Vi parlo del mio 28 luglio per portarvi ad un progetto differente che voglio condividere con voi.

Ad oggi riesco ad effettuare anche 300 visualizzazioni ed un traguardo molto importante per me che, solo con le mie forze, sono riuscita a farmi spazio nel grande ed infinito mondo dell’online.

Ma bando alle ciance, il 28 luglio 2020 alle 19,40 mio padre mi ha lasciato. Per chi mi conosce sa bene il rapporto viscerale che ci legava. Da buon campano lui e da figlia femmina io, ci legava quel rapporto o complesso di Elettra che mai ci ha lasciato del tutto.

Si, lo sapevo perché era una morte annunciata causata da un male che non lascia scampo: il cancro.

Si, ho avuto il tempo per potermi preparare e affrontare la cosa con tutta la razionalità che mi contraddistingue, e sì mio padre ha avuto i tempo di salutarci con l’eleganza e la sobrietà che lo ha sempre contraddistinto. Ma ciò che non sapevo è ciò che sarebbe accaduto poi.

Di dolori e medici nella mia vita ne ho fatto scorpacciate, ma questo saluto è stato così duro che una parte di me, quella forse infantile e spensierata, è andata via con chi me l’aveva regalata ed oggi, con la consapevolezza di quanto possa fare male questo distacco ho deciso di condividere con voi un pezzo di me, quello più intimo, più nascosto, più importante.

In molti mi hanno vista spavalda ricoprire i miei ruoli pubblici, sorridere ad eventi, sfilare in passerella, lavorare con la massima professionalità, ma la realtà veniva fuori quando la sera lasciava il posto alla luce del giorno.

Passeggio per casa tutt’ora, guardo fuori dalla finestra nella speranza di poter rivedere una sua impronta, aspetto, nel silenzio della notte, di sentire la sua voce che mi chiama ancora una volta.

Mai avrei pensato che il mio caffè del sabato mattina lo avrei preso in un caldo cimitero silenzioso.

Eppure la vita ci mette davanti a cose inaspettate che inevitabilmente ci formano, in maniera indelebile. Ho imparato a capire cosa le presenze, cosa le assenze. Ho preso coscienza dell’importanza di vivere a pieno ogni giorno, ad affrontare le difficoltà di petto, a dare importanza a ciò che realmente ne ha e a lasciar andare ciò che non mi appartiene.

E’ meglio sorridere da soli che in compagnia di falsi sorrisi, perché non vi porteranno nessun valore aggiunto.

Sto scrivendo un ebook, dove davvero mi metto a nudo, raccontandovi tutto ciò che è accaduto, tutto quello che ho provato, senza giri di parole, maschere o false vicende; tutta la mia vita di questi ultimi mesi.

Lo faccio per essere d’aiuto a chi come me ha perso una persona cara, a chi come me è stata accanto ad una persona malata e sopratutto lo faccio per beneficenza. Il ricavato andrà alla ricerca contro il Cancro (che si è portato via il mio papà) e la ricerca per il rene policistico (stessa motivazione, atti diversi).

Un modo per essere d’aiuto, per porgere la mano a chi come me sa cosa significa guardare una sedia vuota.

foto di viverepiùsani