cio’ che resta

Oggi è 18 settembre. Per molti è una data come le altre, per altri è Santa Sofia, per me, da 35 anni, oggi è santa Sonia.

Non so se oggi è davvero il giorno esatto, ma tutto ebbe inizio diversi anni fa. Eravamo andati in un mercatino di periferia con oggetti e scritte provenienti un po’ da tutte le parti del mondo. Io avevo si e no 12 anni ed ovviamente ero con mamma e papà. Trovai un’immagine con una certa Santa Sonia morta sotto Diocleziano. Lineamenti delicati e lunghi capelli biondi… quell’immagine mi piaceva tanto e mio padre me lo regalò. Era il 18 settembre e pare proprio essere la ricorrenza di questa santa che aveva il mio stesso nome.

Fino a quel giorno non avevo mai festeggiato il mio onomastico perché non ne sapevo l’esistenza e sinceramente preferivo aspettare i compleanno. Ma da quel giorno, ogni 18 settembre il rituale era sempre lo stesso.

Ve lo racconto:

Mamma ricordava a mio padre che doveva farmi gli auguri qualche istante prima che io mi alzassi. Sentivo mamma dire: ‘Raffaè oggi è santa sonia, ricordati’. Mio padre seduto sul divano mentre guardava la tv mi aspettava ‘Eccola, Anna (mia madre) sicuro che questa qua abbia un santo?’. Vi tralascio le risposte di mia madre che con uno sguardo può ghiacciare le piante. Io rimanevo ferma ad aspettare quello che volevo. Papà si alzava e mi veniva incontro e si doveva chinare per darmi il mio atteso bacetto. Poi usciva, andava nei campi a raccogliermi il mio fiore. Un semplice fiore raccolto e portato dalle grandi mani di mio padre; questo era il io onomastico. Poi risatine, bevute ed alzate di bicchiere facevano il resto.

Perché vi racconto questo? Perché oggi gli auguri arrivati ne sono stati due e purtroppo nessun bacio ha raggiunto il mio volto, nessun fiore è stato raccolto, Nemmeno la luna portata su un piatto d’argento avrebbe potuto farmi sorridere. E quindi ho scoperto che così, il mio 18 settembre, è passato ricordando ciò che accadeva un anno fa, sospirando.

Perché vi ho raccontato tutto questo?

Per ricordarvi di apprezzare e vivere ogni giorno con tutto l’amore che avete, perché ogni giorno è qualcosa di immensamente prezioso. Festeggiate, ricordate immortalate perché ciò che fate diventa ricordo, ed il ricordo è vostro per sempre.

Io il mio pasticcino me lo sono mangiata, sola, nel silenzio della sera, dopo aver scritto queste righe.