ciò che non ti aspetti

Vi è mai capitato di puntare il dito contro qualcuno o qualcosa che vi sembra nettamente lontano da voi e poi trovarvi nei panni che stavate giudicando?

A me si

In questo ultimo anno tante cose sono accadute, molte mi hanno piegata e ferita in maniera netta, altre mi hanno fatto crescere attraverso sorrisi e passi in avanti che mai avevo potuto immagina.

E ieri mentre facevo due chiacchiere al telefono con un mio amico ho riflettuto sul mio ultimo cambiamento effettuato da luglio.

Ho continuato a perdere chili, ho fatto presentazioni in posti nuovi, ho conosciuto persone diverse e forse complementari, ho selezionato con chi continuare il mio viaggio di vita, a chi dedicare il mio tempo ed a chi parlare delle mie paure.

E poi mi sono fermata a riflettere.

Io vengo dalla campagna, ho imparato a coltivare prima che a scrivere, a me piace l’aria aperta, lo sporcarmi le mani, il raccogliere le olive (come farò domani), fare la salsa l’estate è un momento di gioco. E se non ero immersa nei boschi o nella terra, beh avevo il viso ben chino sui libri. Leggere e studiare erano i miei hobby tanto che, non mi vergogno a dirlo, la prima volta che provai il dolce dolore della ceretta alle sopracciglia avevo già 20 anni.

Certo Madre Natura con me è stata buona, ma l’estetica, il piacere, la perfezione erano davvero lontani da me. Poi tutto cambiò.

Proprio nella mia evoluzione mi trovai un centro commerciale dove c’erano dei saldi. Io ovviamente non potevo comprarmi quei bei vestiti in vetrina, no, non c’erano taglie per me e non capivo perché quelle donne impazzivano per una stivale fin sopra il ginocchio al 50%.

Il volersi bene, il farsi del bene è entrato in me stessa e così dopo aver deciso di rimettermi in forma ho iniziato a guardare con occhi diversi quei vestiti in saldo.

Lentamente quel mondo della moda è entrato in me, tanto da farmi osservare con scrupolo ciò che Milano e Parigi dettano. Certo lo faccio a modo mio, senza colpi di testa o corse con carrelli, ma ho provato la dolcezza del volersi bene.

I capelli? Beh io ho un biondo pop corn, selezionato con il mio parrucchiere e mille risate, le mie mani? Finalmente hanno le unghie lunghe con i più vari colori dell’arcobaleno.

Ma c’è di più.

Il mio percorso certo non è finito, ma ho preso coscienza che volersi bene, concedersi una coccola, cambiare quel tratto che non piace o perché no sembrare a se stessi più belli è la forma d’amore più alta che abbiamo verso noi stessi.

Oggi mi occupo anche di estetica, concedo consigli volentieri, seguo le ragazze a trovare uno stile, lavoro in un centro estetico specializzato, ho tatuato le sopracciglia, gli occhi e le labbra con il trucco permanente e ciò che vedo mi piace davvero tanto.

Prima lo avrei chiamato esibizionismo, forse perché non riuscivo a guardare oltre il mio naso, forse perché quando avevo qualche soldino lo spendevo in aperitivi e cene, oggi lo vedo come un regalo fatto a se stessi, e non c’è niente di più bello.

E mi sono ritrovata ad amare ciò che primo giudicavo, così come molte altre cose e mi sono fermata a pensare? Cos’altro ho giudicato senza conoscere davvero?

Molte cose… ed una alla volta le proverò e vi racconterò, magari potrò essere d’ispirazione, magari no, magari qualcuno di voi mi può proporre qualcosa… io aspetto i vostri commenti, le vostre proposte, le vostre idee e se avete bisogno di me, io vi aspetto in direct come sempre.

Ora vado a fare il mio iter prima di andare a letto, mediterò e domani mattina tornerò nella terra, la mia amata campagna, ma ci vado con il trucco sul volto.